Geremia 9, 23-24 – A proposito di monotonia (J. Perrin)

Presidente, non ha mai letto i profeti? In realtà, glielo dico con serenità: i profeti hanno già detto tutto. Certo, non le daranno la ricetta pronta per tirare fuori l’Italia dal marasma, ma i profeti parlano spesso di giustizia e di solidarietà, di equità e di diritto. Perciò, signor Presidente, ho collegato spontaneamente il linguaggio del suo governo e il libro che apro più spesso, la Bibbia! I temi sono questi e sono temi che riguardano il funzionamento pacifico di una comunità, di una società, di una nazione. L’Israele biblico non è uno stato, non conosce la democrazia, anzi deve affrontare l’invasione straniera, l’oppressione, l’esilio. Ma il popolo non dispera di ritrovare la sua dignità e il controllo sul proprio paese e la sua speranza è sostenuta da ciò che costituisce il cuore del messaggio profetico: Dio si rivela, Dio si fa conoscere come attore, anzi come regista della storia umana. “Io faccio la solidarietà, il diritto e la giustizia perché sono queste le cose che mi piacciono” (v. 24).
Ecco perché Israele tiene duro, riesce a tornare dall’esilio e a ricostruire una società. Perché il Dio d’Israele si manifesta nelle traversie del suo popolo, abbassa lo spread, introduce nuove regole nel funzionamento dei mercati finanziari, combatte l’evasione fiscale, spende per la ricerca, favorisce l’ingresso dei giovani nella società e nel lavoro, stabilisce regole di parità reale tra uomini e donne. Tutti temi, signor Presidente, che c’entrano la solidarietà, il diritto e la giustizia! Che cosa voglio dire? Voglio predicare una nuova crociata? I cristiani in campo con la Bibbia in mano? No, non siamo un gruppo politico, siamo solo credenti ma innanzitutto credenti, credenti in un Dio che si manifesta, un Dio che mette nel cuore della sua rivelazione la bontà, il diritto e la giustizia, un Dio che desidera ardentemente la pace per la società. La pace, lo shalom, è il contrario del caos e dei privilegi, lo shalom pone le basi di una società giusta.
In questo brano, come in tanti altri brani profetici, Dio rinnova la sua promessa di vita in modo molto concreto, potremmo quasi dire pragmatico. Non abbiamo a che fare con un Dio lontano ma con un Dio che si avvicina e orienta la nostra storia. Il Dio compassionevole e giusto ha creato una relazione con l’essere umano in vista di un progetto di vita concreta in cui il creatore e il creato collaborano. E come ogni progetto di vita, anche questo è imperfetto, scandito da tradimenti, errori, intolleranza e furbizie. Ma Dio perdona e rinnova l’offerta. Ed è proprio questa perseveranza, questa fedeltà di Dio nei nostri confronti che ci deve incoraggiare ad agire e a essere partecipi del nostro destino.
 

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