Attività 2013-2014

1993/1994 – 2013/2014

Venti anni di CCP

nuove quote sociali


LA PAROLA E LA RIFORMA DELLA CHIESA

 
4 – 21 maggio 2014
 
In occasione della Settimana di evangelizzazione, promossa dalla Tavola Valdese, e del 450° anniversario della morte di Giovanni Calvino (1564), il Centro Culturale Protestante e la Comunità cristiana evangelica di Bergamo propongono alla cittadinanza una mostra su La Parola scrittae un ciclo di conferenze pubbliche sul rapporto tra la Parola di Dio e la riforma della chiesa.
La mostra ripercorre la storia della Bibbia: dal contenuto del suo testo (Antico e Nuovo Testamento), alle origini della scrittura (tavolette, papiri, pergamena), ai codici manoscritti medievali, all’invenzione e diffusione della stampa, alle Bibbie stampate nei testi originali, in italiano e nelle lingue straniere. Segue un settore sull’importanza della tecnologia e della stampa per la diffusione della Bibbia, un altro che ricorda i vari mezzi di trasporti utilizzati nel corso del tempo, e un terzo che presenta l’influenza della Bibbia nell’arte.
Seguono alcuni pannelli sulle Società che si occupano della promozione della Bibbia: la Società Biblica in Italia, la Società Biblica Britannica e Forestiera, l’Alleanza Biblica Universale e la Federazione Biblica Cattolica.
 

Sabato 10 maggio 2014

EMIDIO CAMPI

Giovanni Calvino e la Bibbia

 

Sabato 17 maggio 2014

GIORGIO TOURN

Giovanni Calvino e la Riforma della chiesa

 

Mercoledì 21 maggio 2014

PAOLO RICCA

Il concilio di Trento: riforma cattolica o controriforma?

 

Gli incontri si terranno alle ore 17:30 presso il tempio di

viale Roma 2/B – Bergamo

Ingresso libero

 

I relatori
EMIDIO CAMPI è professore emerito di Storia della chiesa all'Università di Zurigo e consigliere della Societé de l'histoire du protestantisme français (Paris), della Società di studi valdesi e della Reformationsstiftung. Studioso della storia del protestantesimo tra XVI e XVII secolo, ha partecipato, come membro del comitato di redazione, alla pubblicazione delle opere di Vermigli e Bullinger e ha curato l'edizione italiana di opere di Calvino, Zwingli e Müntzer. Tra le sue recenti pubblicazioni: Peter Martyr Vermigli (a cura di, Genève 2002);Ticino e protestanti (a cura di, Locarno 2004); Alexander Schweizer (1808-1888) und seine Zeit (a cura di, Zürich 2008); Consensus Tigurinus (1549)(et al., a cura di, Zürich 2009).
 
GIORGIO TOURN è storico, già pastore valdese ed ex presidente della Società di studi valdesi e del Centrop culturale valdese di Torre Pellice. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: I valdesi. La singola vicenda di un popolo-chiesa; Giovanni Calvino e I protestanti (3 voll.), editi da Claudiana. Ha tradotto in italiano l’Istituzione della religione cristiana di Giovanni Calvino (Torino, Utet, 1983).
 

PAOLO RICCA è professore emerito di Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. La Facoltà di Teologia di Heidelberg gli ha conferito la laurea honoris causa. È uno degli ospiti fissi della trasmissione Uomini e profeti di Rai Radio 3. Tra le sue opere recenti: L’ultima Cena, anzi la Prima (2014) e La fede cristiana. Un commento al Catechismo di Heidelberg (2013), editi dalla Claudiana.



mercoledì 2 aprile 2014, ore 18,00

via Tasso, 55 – Bergamo

 

Ermanno Genre, Bioetica: un percorso di saggezza

Dialoga con l’autore Antonella Goisis

Introduce Luciano Zappella

 

Ingresso libero

   


In occasione della ricorrenza del XVII Febbraio

la Comunità cristiana evangelica di Bergamo ed il Centro Culturale Protestante

sono lieti di invitarvi alla conferenza

lunedì 17 febbraio 2014, ore 17.30 - Bergamo, viale Roma 2

UNA POLITICA SENZA RELIGIONE
prof. Giovanni De Luna - storico e docente di storia contemporanea all'Università di Torino

 

L’incontro sarà animato da Davide Dalmas, ricercatore di Letteratura italiana dell’Università di Torino

INGRESSO LIBERO



L’EPISTOLARIO PAOLINO:

GALATI, COLOSSESI, EFESINI, FILIPPESI

 

 

11 gennaio 2014

WINFRID PFANNKUCHE

La Lettera ai Galati

 

18 gennaio 2014

SALVATORE RICCIARDI

La Lettera ai Colossesi

 

25 gennaio 2014

JONATHAN TERINO

La Lettera agli Efesini

 

1 febbraio 2014

ELISABETH GREEN

La lettera ai Filippesi

 

Gli incontri si terranno alle 17,30 presso la sede di via Tasso 55 – Bergamo

Ingresso libero

 

 

Le quattro lettere di Paolo sulle quali fermiamo quest’anno la nostra attenzione furono scritte fra il 49 (o il 54?) e il 64 (anno della morte dell’Apostolo), ma c’è chi ipotizza, per Efesini e Colossesi, una redazione da attribuirsi, dopo il martirio di Paolo, alla mano di alcuni suoi discepoli, sulla base di appunti e di ricordi. Può anche darsi che qualcuna sia da considerare una “lettera circolare”.
I problemi che le chiese cui le lettere sono dirette si trovano ad affrontare non sono particolarmente diversi gli uni dagli altri; tuttavia sembra opportuna qualche breve, specifica indicazione per ciascuna di esse.
I Galati corrono il pericolo di lasciarsi sviare dalla fede in Gesù Cristo come unica e incondizionata via di salvezza da avversari giudeo-cristiani, i quali sostengono il valore salvifico della Legge, e alla Legge invitano a sottomettersi i cristiani convertiti dal paganesimo. Paolo polemizza con forza contro questa posizione non per svalutare la Legge, ma attribuendole il giusto ruolo di guida per il comportamento etico del credente.
I Colossesi sono una comunità costituita interamente da pagani convertiti e probabilmente non fondata da Paolo. Il pericolo cui sono esposti è quello del sincretismo fra il messaggio cristiano e una “filosofia” (diciamo pure una gnosi) incentrata sugli “elementi del mondo”: non solo l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco, ma una serie di forze (angeliche o demoniache) incidenti sulla vita degli umani: elementi e forze il cui “mistero” è necessario conoscere. La lettera contrappone a questa “filosofia” la rivelazione del Figlio di Dio nel concreto della storia e il dono della salvezza offerto nella parola della croce e della risurrezione.

Gli Efesini vivono in una città crocevia di culture e di fedi. Paolo vi ha soggiornato, e il suo soggiorno e la sua predicazione demolitrice dell’idolatria hanno scatenato la rivolta dei sostenitori della “grande” Diana degli Efesini e dei commercianti di chincaglieria religiosa. La lettera, in un linguaggio affine a quello degli gnostici, polemizza contro l’idolatria e contro la credenza in esseri celesti che avrebbero potere sugli esseri umani, per sottolineare che Cristo è la vera “pienezza di Dio”, con cui si ha comunione mediante lo Spirito.
I Filippesi sono esposti alla predicazione di ”avversari” di Paolo, dai quali non devono farsi irretire, e sono anche indeboliti dall’interno, a causa di uno spirito di competizione e delle fratture fra i membri della comunità di provenienze etniche e culturali diverse. Nella resistenza contro gli avversari e nell’unione tra i fratelli si manifesta quella potenza di Dio che chiama a una comunione in Cristo che neppure la morte potrà spezzare. Vi sono nel documento annotazioni di carattere personale: la prigionia di Paolo e l’aiuto ricevuto dai Filippesi.

 

 
 


LA PAROLA E L’AZIONE PER LA RIFORMA DELLA CHIESA IN ITALIA
DI BERNARDINO OCHINO E PIER PAOLO VERGERIO
 
 
Sabato 23 novembre 2013
GABRIELLA RUSTICI
Verità e libertà. Bernardino Ochino e Siena nella crisi del XVI secolo
 
Sabato 7 dicembre 2013
SILVANO CAVAZZA
Pier Paolo Vergerio e la Riforma della Chiesa in Italia
 
Gli incontri si terranno alle 17:30 presso la sede di via Tasso 55 – Bergamo
Ingresso libero
 
 
 
L’Italia non ha avuto la Riforma perché gli italiani erano refrattari alle dottrine protestanti, o perché la situazione politica e la reazione inquisitoriale non lo hanno consentito, malgrado una vasta adesione? Nella storiografa italiana, che pure ha al suo attivo una grande fioritura di studi sul tema, è prevalsa una visione riduttiva del protestantesimo italiano del Cinquecento, che ha favorito la diffusa convinzione che in Italia, salvo il gruppo dei valdesi chiusi nel loro ghetto alpino, e i pochi gruppi elitari di formazione intellettuale legati all’evangelismo, non si possa parlare di protestanti. L’Italia si sarebbe solo limitata a una “protesta” contro la corruzione della Chiesa, poi rientrata con l’azione pastorale avviata dal Concilio di Trento. Fu proprio così? Diamo la parola a due protagonisti della crisi religiosa italiana del Cinquecento, il generale dei Cappuccini Bernardino Ochino (1487-1564) e il vescovo Pier Paolo Vergerio (1498-1565). Come vissero questa crisi? Quali le loro proposte di riforma? Quale l’adesione alla loro azione? Quali i motivi del loro fallimento, ambedue esuli per fede?
Grande predicatore, inquieto ricercatore di verità, Bernardino Tomassini, detto Ochino perché nato nella Contrada dell’Oca, a Siena, decide per una Riforma senza denominazioni, fondamentalmente radicale nel bisogno di rinnovamento spirituale e di libertà di pensiero. Esule a Ginevra, poi in tutta Europa, muore, ormai vecchio, a Slavkov, in Moravia, cercando un approdo di pace e tolleranza. Non lascia eredità di scuole e correnti, ma una testimonianza forte e drammatica delle grandi e varie energie di pensiero, di fede, di visioni politiche, che danno vita alla rivoluzione della Riforma.
Pier Paolo Vergerio fu nunzio pontifcio e vescovo cattolico. Intorno al 1540 si accostò al gruppo di prelati che volevano una riforma della Chiesa in Italia. Nel 1546 fu aperto nei suoi confronti un processo da parte del Sant’Uffzio. Nel 1549 Vergerio si rifugiò in Svizzera, passando poi in Germania. Morirà a Tubinga nel 1565. Durante l’esilio pubblica un numero imponente di scritti contro la Chiesa romana.
 
 
GABRIELLA RUSTICI
Senese, ha insegnato lettere nella scuola media. Crede nella scuola di tutti e nell’educabilità del mondo. È protestante (valdese) per scelta e con gioia. Ama la storia e raccontare storie: di minoranze religiose, di donne e di bambini/e, di emarginati e di ultimi, cercando un grado zero della storia, che unisce le diversità senza confonderle.
 
SILVANO CAVAZZA

Ha insegnato per quarant’anni Storia del Rinasci mento, Storia dell’Età della Riforma e Controriforma e Storia Moderna all’Università di Trieste. Si occupa prevalentemente di storia intellettuale e religiosa dei secoli XVI e XVII. Ha in corso con Ugo Rozzo un’edizione di scritti di Pier Paolo Vergerio in due volumi. Già uscito Il catalogo dei libri genio (1549), a cura di Ugo Rozzo, Trieste, Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia, 2010.

 

 
Chiesa e potere: da Costantino a oggi

(audio)

 
 
La promulgazione del cosiddetto Editto di Costantino (313 d.C.) è uno di quegli avvenimenti storici che assumono il carattere di spartiacque: la svolta costantiniana conclude una fase e al tempo stesso ne apre una nuova del lento processo che ha condotto il cristianesimo da una posizione critica nei confronti della commistione tra politica e religione a una posizione di garante delle scelte politiche, le quali hanno senso in quanto ispirate dall’alto.
Nella scelta di Costantino confluiscono due storie: quella sacra e quella profana. Non è il cristianesimo che si assoggetta al mondo, ma il mondo che riconosce il cristianesimo, che cioè accoglie Cristo come Signore della storia. Si può quindi dire che, mentre l’impero entra nella storia della salvezza, il cristianesimo entra nell’ideologia imperiale, prendendo il posto di quella religio che assicura l’unità e la sopravvivenza dell’impero stesso. Il monoteismo assoluto si sposa con la monarchia assoluta.
In occasione dei 1700 anni dell’Editto di Costantino, vogliamo riflettere sul contesto storico in cui esso è nato, sugli sviluppi in età medievale e sull’eredità che ha lasciato dietro di sé, soprattutto per quanto concerne il rapporto tra le chiese e il potere.
 
 
sabato 19 ottobre 2013
Lothar Vogel
L’«Editto» di Costantino: tra tolleranza e religione di Stato
 
 
sabato 26 ottobre 2013
Carlo Papini
Il potere temporale della chiesa cattolica: origini e sviluppi
 
 
sabato 9 novembre 2013
William Jourdan – Giuliano Zanchi – Vladimir Zelinski
Tavola rotonda: Le confessioni cristiane di fronte al potere
 
tutti gli incontri si terranno presso la sede di via Tasso con inizio alle 17,30
introdotti e coordinati da Luciano Zappella

 
 
 
i relatori
Lothar Vogel, ha compiuto studi di teologia evangelica a Tubinga e Marburgo, dove nel 1999 riceve il dottorato di ricerca in teologia. Dal 2002 al 2006 insegna Storia ecclesiastica bavarese alla Kirchliche Hochschule Neuendettelsau.
Nel 2006 ottiene la licenza di libera docenza all’Università di Marburgo e a partire dall’A.A. 2006/2007 insegna Storia del cristianesimo alla Facoltà Valdese di Teologia. 
 
Carlo Papini, dal 1965 al 1998 ha diretto la casa editrice Claudiana di Torino. Tra le sue varie pubblicazioni ricordiamo: Valdo di Lione e i «poveri nello spirito (2002); «La nobile lezione», poemetto medievale valdese (2003); Pietro a Roma (2007); Da vescovo di Roma a sovrano del mondo. L’irresistibile ascesa del papa romano al potere assoluto (2009), tutti pubblicati dalla Claudiana di Torino.
 
William Jourdan, pastore valdese a Vicenza, laureato in teologia presso la Facoltà Valdese. E' pastore a Vicenza e a Bassano del Grappa. Insieme a Fulvio Ferrario ha pubblicato, presso la Claudiana, Per grazia soltanto (2005) e Introduzione all’ecumenismo (2009).
 
Giuliano Zanchi, segretario generale della Fondazione Bernareggi di Bergamo, è presbitero della diocesi di Bergamo. Tra le sue ultime pubblicazioni: Prove tecniche di manutenzione umana. Sul futuro del cristianesimo (2013), Salomone e le formiche. Le legge di tutti i giorni (2010), editi da Vita & Pensiero.
 

Vladimir Zelinski, presbitero ortodosso, professore di lingua e civiltà russa all’Università Cattolica di Brescia.

AllegatoDimensione
2014 La Parola e la riforma della chiesa272.69 KB
2014_DeLuna_XVII Febbraio.pdf419.65 KB
2014 Paolo: studio biblico673.37 KB
2013 Bernardino Ochino e Pietro Paolo Vergerio1.3 MB
2013 Chiesa e potere: da Costantino a oggi987.29 KB
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