Matteo 21,28-32 - Un difficile passo indietro (J. Perrin)

Per certi versi la parabola dei due figli ha una risonanza molto attuale. I figli del nostro racconto sono ambedue furbi. Il loro primo movimento è quello di non fare ciò che viene chiesto loro; la disobbedienza segna le loro risposte e i loro atti. C’è qualcosa da fare per mantenere la vita sociale ed economica della società? Non facciamolo, facciamo invece i nostri comodi, approfittiamo della nostra posizione politica o istituzionale per trarne qualche privilegio… E’ una storia molto conosciuta nel nostro paese, quella dei due figli. E non solo in Italia ma in tante altre parti del mondo. La disobbedienza, il rifiuto di rispettare le regole dell’ordine civile e democratico, l’abuso di potere, il favoritismo dei parenti e degli amici, la corruzione dilagante, ecco il cancro che sta distruggendo le nostre istituzioni, la nostra economia, la classe politica intera. Stiamo annegando non solo perché i mercati economici sono perplessi ma anche perché non c’è più nessuno che guida la nave.
Fossero i due figli dell’Italia simili a quelli della parabola! Perché così almeno uno dei due si pentirebbe e tornerebbe a lavorare per il bene comune, per la pace civile, per l’interesse dei cittadini. Temo che nessuno dei due figli dell’Italia pensi di fare un passo indietro e di rimettere al centro della sua attenzione la coesione sociale, la giustizia, l’impegno, la responsabilità e soprattutto l’onestà. Nessuno dei tanti figli di questo paese che usano il loro incarico pubblico per raggiungere fini e favori personali, nessuno di loro viene colpito dai sensi di colpa, come il primo figlio della parabola. L’onestà è stata sepolta tanto tempo fa e persino il suo nome sembra obsoleto, fuori moda, superato dalle tante altre possibilità di gestire i beni pubblici.
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