Genesi 2,1-4 - Benedire, dare un futuro alla creazione (Janique Perrin)

La benedizione è strettamente legata alla creazione, perché essa moltiplica la vita creata. L’idea della moltiplicazione o della crescita della vita è fondamentale. Essa non riguarda solo la discendenza e il generare figli. Perciò è urgente ridare alla benedizione di Dio tutta la sua ampiezza. La moltiplicazione della vita è la vocazione che gli esseri umani ricevono nella benedizione di Dio. Che cosa significa? Credo che la prima espressione della moltiplicazione della vita sia la pace, cioè il rispetto dell’altro e dell’altra nella sua dimensione di creatura di Dio. Alla base delle relazioni tra gli esseri umani Dio mette la sua benedizione, cioè la sua presenza costante e non violenta, il cui riflesso dovrebbe sempre tradursi in pace, non violenza e rispetto. Eppure, mentre Dio mette nel cuore della sua creatura la vita e la sua crescita, ci impegniamo ogni giorno a smentirle e a rinnegare la benedizione del Signore. Non è un caso se il racconto della creazione, dopo i sette giorni iniziali, viene segnato dalla violenza. Ma Dio non può annientare la creatura benedetta, la sua bontà trionfa e, dopo il diluvio, dopo l’episodio della torre di Babele, Dio si riconcilia con l’essere umano (Genesi 12). La benedizione segna l’azione e la presenza di Dio. Non possiamo essere noi a dare una benedizione. Noi possiamo solo invocare la benedizione del creatore e lo possiamo fare in virtù del nostro essere benedetti. La benedizione non è mai un privilegio dei preti o dei pastori, la benedizione è il segno della costanza di Dio e la possiamo invocare in molte situazioni della vita, e in particolare ogni volta che la vita viene condivisa, moltiplicata e celebrata nel rispetto e nella libertà.

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Sermone del 3 luglio 201139.45 KB
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